Destinazione immaginario

Viaggio in treno nell’universo simbolico della ferrovia

di Roberto Scanarotti – copertina di Alessia Roselli

ISBN 9788898810253 – pp. 176 – formato 14,5×22 – € 14,00

Treni, rotaie, ferrovieri e viaggiatori. Elementi imprescindibili della quotidianità osservati oltre la barriera del reale, nel loro aspetto di “segni” di un universo simbolico in cui i treni e le stazioni diventano luoghi della mente. Il saggio di Roberto Scanarotti, in questa seconda edizione riveduta e corredata di numerose note, è dedicato alla ferrovia e al rapporto che con essa ognuno di noi più o meno consapevolmente intrattiene: apprezzandola, contestandola o percependone semplicemente la presenza nella quotidianità urbana.

In Destinazione immaginario si trova una ragionata raccolta di testimonianze e contributi selezionati tra quelli forniti in quasi due secoli di storia ferroviaria da letterati, artisti, musicisti sugli elementi fondamentali, i “segni” dello scenario considerato: il treno, la stazione, i viaggiatori, il viaggio e i ferrovieri. Da Dickens a Montale, da Turner ai Futuristi, da Honegger a Morricone, con richiami alla sociologia, all’antropologia e alla cronaca: una documentazione che, secondo l’autore, fa ritenere che la ferrovia, antica o moderna, lenta o veloce, non smetta di alimentare i pensieri, la fantasia e le emozioni.

Una ricerca ampia ma non esaustiva, precisa Scanarotti, perché «L’universo reale e immaginario con cui occorre fare i conti è talmente vasto da rendersi disponibile a prospettive di indagine che vanno ben oltre quelle che sono state proposte come i segni primari del sistema». È indubbio che la ferrovia e il treno hanno inciso nella vita di tutti, trattandosi appunto di un “universo” che in un modo o nell’altro si è insinuato nella storia sociale e nelle storie dei singoli individui.

Quindi è la narrazione il filo conduttore di questo libro, e non mancano riflessioni sul rapporto tra ferrovia e comunicazione, sul ruolo del lessico ferroviario nel linguaggio, nel mondo dei fumetti e in quello degli appassionati cultori di trenini e plastici. In chiusura l’autore sottolinea anche la connessione che esiste tra la scrittura autobiografica e l’immagine e l’esperienza del treno.

«In questo libro, Roberto Scanarotti ci invita a considerare i treni e le stazioni come luoghi della mente, spazi prolifici e inesauribili per la creatività che attinge alla dimensione dell’immaginario ed è sempre in cerca di un certo tocco di magia». Stefano Maggi

Roberto Scanarotti (Genova, 1952), giornalista, ha dedicato altre opere ad argomenti ferroviari, come Treno e cinema. Percorsi paralleli (Le mani, 1997) e Ferrovieri, con immagini di Angelo Bani (edizioni DLF, 1998). Oggi, dopo essersi specializzato in metodologie autobiografiche e biografiche alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, conduce laboratori di scrittura autobiografica e pubblica raccolte di storie di vita e di comunità. Con Equinozi ha pubblicato Alla luce del faro (2017), Liberi, autonomi e felici (2018), E poi venne il coraggio (2019).

I titoli, e altro, sono su www.robertoscanarotti.com

Presentazioni:

Al Festival dell’Autobiografia di Anghiari (AR) il 31 agosto 2019.

Al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa il 5 ottobre 2019, in occasione del 180esimo Anniversario della Napoli-Portici, prima linea ferroviaria italia